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Il Popolo d'Italia

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JD Vance, il discorso che non è piaciuto alla sinistra.

DiDirezione

Feb 16, 2025

Rimarrà nella storia quanto ha detto il vice segretario di Donald Trump nella conferenza tenutasi a Monaco il 15 febbraio 2025.

Vi rimarrà non solo per i contenuti del suo discorso ma anche per le reazioni negative che la sinistra ha manifestato non accettando l’idea originale di libertà democratica ricordata da Vance.

Strano a dirsi, oggi ci troviamo di fronte ad una sinistra che ha ribaltato completamente le fondamenta della sua stessa esistenza. Poco prima dello scoppio della guerra tra Ucraina e Russia, la sinistra cpontinuava ad elogiare e portare in palmo di mano sia l’America quale nazione liberatrice del nazifascismo sia i principi democratici che quella nazione aveva portato in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale sconfiggendo i suoi nemici.

Con l’avvento di Trump e con un probabile tavolo di pace tra Russia ed Ucraina, la sinistra nazionale italiana ed internazionale hanno preso di mira la leadership del nuovo governo americano.

D’altronde Vance non ha parlato solo del suo governo e delle possibili trattative tra le due forze in guerra ma ha toccato punti che, per la sinistra, rappresentano l’odierna ossatura sulla quale si regge.

Immigrazione incontrollata, censura, obblighi, limitazioni, restrizioni, riduzione della libertà di parola e persino di religione (ma solo se cattolico-ristiana) sono i nuovi cavalli di battaglia che ormai la sinistra sta galoppando da diversi anni, lasciando morire i principi americani che ha sempre abbracciato e quella democrazia della quale, ancora oggi, illecitamente ed impunemente continua a riempirsi la bocca mentre compie azioni completamente diverse.

Ha persino rinnegato quanto è avvenuto ad Auschwitz, ovvero la liberazione di quel campo di concentramento per mano dei russi.

E’ arrivata persinoa. dichiarare che la Russia non è stata tra le nazioni più importanti che hanno capovolto l’esito della guerra e che quel campo di concentramento è stato liberato dagli ucraini.

Vero o falso che sia, il fatto è che lo hanno scoperto solo quando l’Ucraina è entrata in guerra con la Russia per volontà della leadership di Biden il quale in quelle terre aveva, e probabilmente li ha ancora, molti interessi minerari e petroliferi.

Biden è stato il fautore delle aperture di determinate scelte sociali care alla sinistra che, però, hanno sconvolto le società americana ed europea.

Dalla cultura woke alle lobby omosessuali, dalla decadenza civile e sociale – dove il criminale è la vittima e dove la vittima è quella che deve ripagare il criminale qualora si dovesse difendere dalle sue violenze – all’immigrazione incontrollata, anche se va detto che vedendo, la reazione del popolo americano, Biden aveva cambiato atteggiamenti nei confronti di una immigrazione che era diventata insostenibile per numero di persone e per costi sulla società.

La sinistra non si fa capace che il vento è cambiato ed oggi attacca Vance come se fosse il portatore di una nuova condizione sociale a cui non eravamo abituati. In realtà è stata la sinistra ad allontanarsi sempre più dalla strada della democrazia che prima elogiava e difendeva a spada tratta e, a quanto pare, si sta allontanando anche dai “liberatori” di cui tanto ha sempre parlato bene ed ai quali si è sempre ispirata, a parole, mentre i fatti hanno dimostrato la vera tendenza di questa parte politica che nel corso del tempo è diventata sempre più ingombrante e fastidiosa.

Riportiamo qui di seguito il discorso integrale di JD Vans tradotto da Dario D’Angelo di “Start magazine”

“Sono stato qui l’anno scorso come senatore degli Stati Uniti. Ho visto un ministro degli esteri, il segretario agli esteri, David Lammy, e scherzato dicendo che l’anno scorso entrambi avevamo un lavoro diverso da quello che abbiamo ora, ma ora è il momento per tutti i nostri paesi, per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di ricevere il potere politico dei nostri rispettivi popoli, di usarlo saggiamente per migliorare le loro vite.

Sono stato fortunato nel poter trascorrere un un po’ di tempo fuori dalle mura di questa conferenza nelle ultime 24 ore, e sono rimasto così colpito dall’ospitalità della gente, anche se ovviamente sono ancora scossi dall’orribile attentato di ieri.

La prima volta che sono stato a Monaco è stato con mia moglie, che oggi è qui con me, per un viaggio personale. Ho sempre amato la città di Monaco e la sua gente, e voglio solo dire che siamo molto commossi e che i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con Monaco e con tutti coloro che sono stati colpiti dal male inflitto a questa bellissima comunità.

Vi pensiamo. Stiamo pregando per voi e sicuramente sicuramente vi sosterremo nei giorni e nelle settimane a venire. Spero che non sia l’ultimo applauso che ricevo.

Noi ci riuniamo a questa conferenza, ovviamente, per discutere di sicurezza e, normalmente, intendiamo le minacce esterne alla nostra sicurezza. Vedo molti grandi leader militari riuniti qui oggi. Ma mentre l’amministrazione Trump è molto preoccupata per la sicurezza europea e crede che si possa arrivare ad un ragionevole accordo tra Russia E Ucraina, e anche noi crediamo che sia importante che nei prossimi anni l’Europa si faccia avanti in modo deciso per provvedere alla propria difesa, la minaccia che più mi preoccupa nei confronti dell’Europa non è la russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno.

Ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno. La ritirata dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America.

Ora mi ha colpito che un ex commissario europeo sia andato in televisione di recente e se sia mostrato compiaciuto del fatto che il governo rumeno avesse appena annullato una intera elezione. Ha avvertito che se le cose non andranno secondo i piani, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania.

Queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti per le orecchie americane. Per anni c’è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo e in nome dei nostri valori democratici condivisi.tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è presentato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo i tribunali europei annullare le elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dovremmo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato, e dicono gli stessi perché credo fermamente che siamo nella stessa squadra. Dobbiamo fare di più per parlare dei valori democratici, dobbiamo viverli.

Ora, come molti di voi in questa sala sapranno, la guerra fredda ha schierato i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente. E considerate la parte in quella lotta che censuravi dissidenti, che chiudeva le chiese, che annullava le lezioni. Erano i buoni? Certamente no. E grazie a Dio hanno perso la guerra fredda.

Hanno perso perché non hanno valorizzato né rispettato tutte le straordinarie benedizioni della libertà.la libertà di sorprendere, di sbagliare, di inventare, di costruire, poiché a quanto pare non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si può costringere le persone a pensare, a sentire o a credere a qualcosa, e noi crediamo che queste cose siano certamente collegate. E purtroppo, quando guardo l’Europa di oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della guerra fredda.

Guardo Bruxelles, dove i commissari dell’UE avvertono i cittadini che intendono chiudere i social media in tempi di disordini civili nel momento in cui individuano ciò che hanno giudicato essere contenuti di odio. O in questo stesso paese, dove la polizia ha effettuato delle retate contro cittadini sospettati di aver postato commenti antifemministi online nell’ambito di una giornata di azione contro la misoginia su Internet.

Guardo la Svezia, dove due settimane fa il governo ha condannato un’attivista cristiano per aver partecipato a un rogo di Corano che ha portato all’omicidio di un suo amico.e come annotato in modo agghiacciante il giudice nel suo caso: le leggi svedesi che dovrebbero proteggere la libertà di espressione non garantiscono, e cito contestualmente, il permesso di fare o dire qualsiasi cosa senza rischiare di offendere il gruppo che sostiene tale convinzione.

E forse la cosa più preoccupante e che mi rivolgo ai nostri cari amici, il Regno Unito dove il regresso dei diritti di coscienza ha messo nel mirino le libertà fondamentali dei britannici religiosi in particolare. Poco più di due anni fa, il governo britannico ha accusato Adam Smith Connor, un fisioterapista di 51 anni e veterano dell’esercito, dell’atroce crimine di essersi fermato a 50 m da una clinica per aborti e di aver pregato in silenzio per tre minuti. Senza ostacolare nessuno, senza interagire con nessuno, semplicemente pregando in silenzio da solo.

Dopo che le forze dell’ordine britanniche lo hanno identificato e gli hanno chiesto per cosa stesse pregando, Adam ha risposto semplicemente che stava pregando per il figlio non ancora nato, che lui la sua ex ragazza aveva abortito anni prima. Ma gli agenti non si sono commossi. Adam è stato dichiarato colpevole di aver infranto la nuova legge sulle zone cuscinetto del governo, che criminalizza la preghiera silenziosa e altre azioni che potrebbero influenzare la decisione di una persona entro 200 m da una struttura per aborti.

Ora, vorrei poter dire che si è trattato di un caso fortuito, un esempio folle isolato di una legge scritta male che viene applicata contro una sola persona, ma no, lo scorso ottobre, solo pochi mesi fa, il governo scozzese ha iniziato a distribuire lettere ai cittadini le cui case si trovano all’interno delle cosiddette zone di accesso sicuro. Avvertendoli che anche la preghiera privata all’interno delle proprie case può costituire una violazione della legge. Naturalmente, il governo invita a segnalare qualsiasi concittadino sospettato di reato di pensiero.

In Gran Bretagna e in tutta Europa la libertà di parola, temo è in ritirata.

E nell’interesse della comicità, amici miei, ma anche nell’interesse della verità, ammetterò che a volte le voci più forti a favore della censura non sono venute dall’Europa, ma dal mio stesso paese, dove l’amministrazione precedente ha minacciato intimidito le società di social media affinché censurassero la cosiddetta disinformazione.

Disinformazione come, ad esempio, l’idea che il coronavirus fosse stato probabilmente diffuso da un laboratorio in Cina. Il nostro governo ha incoraggiato le aziende private a mettere a tacere le persone che hanno usato pronunciare quella che si è rivelata essere una verità ovvia.

Quindi oggi vengo qui non solo con un’osservazione, ma con un’offerta.

E proprio come l’amministrazione Biden sembrava disperata nel voler mettere a tacere le persone che esprimono le proprie opinioni, così l’amministrazione Trump farà esattamente il contrario, e spero che possiamo lavorare insieme su questo.

A Washington c’è un nuovo sceriffo in città ed è la leadership di Donald Trump. Potremmo non essere d’accordo con le vostre opinioni, ma lotteremo per difendere il vostro diritto di presentarvi in pubblico, che siate d’accordo o meno.

Ora siamo al punto in cui la situazione è diventata così grave che lo scorso dicembre la Romania ha annullato risultati delle elezioni presidenziali sulla base dei fragili sospetti di un’agenzia di intelligence e delle enormi pressioni dei suoi vicini continentali.

Per quanto ne so, la tesi era che la disinformazione russa aveva infettato le lezioni rumene, ma vorrei chiedere ai miei amici europei di avere un po’ di prospettiva. Noi certamente lo pensiamo. Si può anche condannare sulla scena mondiale. Ma se la vostra democrazia può essere distrutta con poche centinaia di migliaia di dollari di pubblicità digitale da un paese straniero, allora non era molto forte fin dall’inizio.

La buona notizia è che mi capita di pensare che le vostre democrazie siano sostanzialmente meno fragili di quanto molti temano apparentemente, e credo davvero che per mettere ai nostri cittadini di dire ciò che pensano li renderà ancora più forti, il che naturalmente ci riporta a Monaco, dove gli organizzatori di questa stessa conferenza hanno vietato a legislatore che rappresentano i partiti populisti, sia di sinistra che di destra, di partecipare a questa conversazione.

Ora, ancora una volta, non dobbiamo essere d’accordo con tutto o con qualsiasi cosa la gente dica, ma quando le persone rappresentano, quando i leader politici rappresentano un’importante comunità, è il nostro dovere almeno partecipare al dialogo con loro.

Per molti di noi, dall’altra parte dell’Atlantico, sembra sempre più che si tratti di vecchi interessi radicati che si nascondono dietro brutte parole dell’era sovietica come disinformazione misinformazione, a cui semplicemente non piace l’idea che qualcuno con un punto di vista alternativo possa esprimere un’opinione diversa o, Dio non voglia, votare in modo diverso o, peggio ancora vincere un’elezione.

Ora, questa è una conferenza sulla sicurezza e sono sicuro che siete tutti venuti qui preparati a parlare di come intendete esattamente aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni in linea con qualche nuovo obiettivo. E questo è fantastico. Perché, come ha chiarito abbondantemente il presidente Trump, egli ritiene che i nostri amici europei debbano svolgere un ruolo più importante nel futuro di questo continente.

Non pensiamo che abbiate sentito parlare di condivisione degli oneri, ma riteniamo che sia importante, nell’ambito di un’alleanza comune, che gli europei si facciano avanti mentre l’America si concentra in nelle aree del mondo che sono in grave pericolo.

Ma lasciate che vi chieda anche: come potete iniziare a pensare a questioni di bilancio se non sappiamo innanzitutto cosa stiamo difendendo? Ho già sentito molto nelle mie conversazioni ed ho avuto molte, molte grandi conversazioni con molte persone riunite qui in questa stanza.

Ho sentito molto su ciò da cui dovete difendervi e, naturalmente, questo è importante, ma ciò che mi è sembrato un po’ meno chiaro, e certamente penso a molte cittadini europei, è per cosa esattamente state difendendo. Qual è la visione positiva che anima questo patto di sicurezza condiviso che tutti noi riteniamo così importante? E credo profondamente che non ci sia sicurezza se sia paura delle voci, delle opinioni della coscienza che guidano il proprio popolo.

L’Europa deve affrontare molte sfide, ma la crisi che questo continente sta affrontando in questo momento, la crisi che credo stiamo affrontando tutti insieme, è una crisi che abbiamo creato noi stessi. Se avete paura dei vostri stessi lettori, non c’è niente che l’America possa fare per voi, né, del resto, c’è niente che voi possiate fare per il popolo americano che hai letto me e hai eletto il presidente Trump.

Avete bisogno di mandati democratici per realizzare qualcosa di valore nei prossimi anni. Non abbiamo imparato nulla dal fatto che mandati deboli producono risultati instabili, ma c’è così tanto valore che può essere realizzato con il tipo di mandato democratico che penso verrà dall’essere più reattivi alle voci dei vostri cittadini.

Se volete godere di economie competitive, se volete godere di energia a prezzi accessibili e catene di approvvigionamento sicure, allora avete bisogno di mandati per governare perché dovete fare scelte difficili per godere di tutte queste cose e, ovviamente, lo sappiamo molto bene in America.

Non si può ottenere un mandato democratico censurando gli avversari o mettendoli in prigione, che si tratti dei leader dell’opposizione, di un umile cristiana che prega nella propria casa o di un giornalista che cerca di riportare la notizia.

Né si può ottenerlo ignorando il proprio elettorato di base su questioni come chi può far parte della nostra società. E di tutte le sfide urgenti che le nazioni qui rappresentano devono affrontare, credo che non ce ne sia una più urgente della della migrazione di massa.

Oggi, quasi una persona su cinque che vive in questo paese si è trasferita qui dall’estero. Questo è, ovviamente, un record assoluto. È un numero simile, tra l’altro, negli Stati Uniti anche questo è un record assoluto.

Il numero di immigrati che sono stati nell’UE da paesi extra UE e raddoppiato solo tra il 2021 e il 2022, e ovviamente è aumentato molto dall’ora, e sappiamo che la situazione non si è creata dal nulla. È il risultato di una serie di decisioni consapevoli prese dai politici di tutto il continente e di altri in tutto il mondo nell’arco di un decennio.

Abbiamo visto gli orrori causati da queste decisioni ieri in questa stessa città. E ovviamente non posso parlarne senza pensare alle vittime che hanno visto rovinata una bellissima giornata invernale a Monaco. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con loro e lo saranno sempre. Ma perché è successo tutto questo? È una storia terribile, ma ne abbiamo sentite fin troppe in Europa e purtroppo anche negli Stati Uniti. Un richiedente asilo, spesso un giovane sulla ventina già noto la polizia, sperona ha un’auto contro una folla e distrugge una comunità.

Quante volte dobbiamo subire questi terribili eventi prima di cambiare rotta e portare la nostra civiltà condivisa in una nuova direzione? Nessuna elettore di questo continente è andato alle urne per aprire le porte a milioni di immigrati non controllati, ma sapete per cosa hanno votato.

In Inghilterra hanno votato per la Brexit e che siate d’accordo o meno, l’hanno votata. È sempre più in tutta Europa stanno votando per leader politici che hanno promesso di porre fine alla migrazione fuori controllo. Ora, mi capita di essere d’accordo con molte di queste preoccupazioni, ma non è necessario che voi siate d’accordo con me. Penso solo che le persone abbiano a correre le loro case, hanno a cuore i loro sogni, hanno a cuore la loro sicurezza e la loro capacità di provvedere a se stessi e ai loro figli. E sono intelligenti.

Penso che questa sia una delle cose più importanti che ho ho imparato nel mio breve periodo in politica. Contrariamente a quanto si potrebbe sentire un paio di montagne più in là, a Davos, i cittadini di tutte le nostre nazioni non si considerano generalmente come animali istruiti o come ingranaggi intercambiabili di un’economia globale, e non sorprende che non vogliono essere trascinati qua e là o ignorati senza sosta dai loro leader.

È compito della democrazia giudicare queste grandi questioni alle urne. Credo che ignorare le persone, ignorare le loro preoccupazioni ho, peggio ancora, chiudere i media, annullare le lezioni o escludere le persone dal processo politico non protegga nulla. In realtà, è il modo più sicuro per distruggere la democrazia. E parlare ed esprimere opinioni non è un’interferenza elettorale, anche quando le persone esprimono opinioni al di fuori del proprio paese e anche quando quelle persone sono molto influenti.

E credetemi, lo dico con tutto il mio umorismo: se la democrazia americana può sopravvivere a 10 anni di rimproveri di Greta Thunberg, voi potete sopravvivere a qualche mese di Elon Musk!

Ma ciò a cui non sopravvivrà la democrazia tedesca, o meglio nessuna democrazia, americana, tedesca o europea, e dire milioni di lettori che i loro pensieri e le loro preoccupazioni, le loro aspirazioni, le loro richieste di aiuto non sono legittime e non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. La democrazia si basa sul sacro principio che la voce del popolo conta. Non c’è spazio per i firewall, o si sostiene il principio o non lo si fa.

Europei, il popolo a voce in capitolo. I leader europei hanno una scelta. E sono fermamente convinto che non dobbiamo avere paura del futuro. Abbracciate ciò che il vostro popolo vi dice, anche quando è sorprendente, anche quando non siete d’accordo. E se lo fate, potete affrontare il futuro con certezza e fiducia, sapendo che la nazione è al fianco di ognuno di voi, e questa per me è la grande maglia della democrazia.

Non è in in questi edifici di pietra ohi belli bellissimi hotel. Non è nemmeno delle grandi istituzioni che abbiamo costruito insieme come società condivisa.

Credere nella democrazia significa capire che ogni cittadino ha la propria saggezza e la propria voce, e se ci rifiutiamo di ascoltare quella voce, anche le nostre battaglie più riuscite o otterranno ben poco.

Come disse una volta Papa Giovanni Paolo II, a mio avviso uno dei più straordinari difensori della democrazia in questo continente in qualsiasi altro, ” non abbiate paura!”. Non dovremmo avere paura del nostro popolo, anche quando esprime opinioni in disaccordo con la propria leadership.

Grazie a tutti. Buona fortuna a tutti voi. Dio vi benedica

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