Lo sconto Trump – Zelensky ha mostrato chi è quello dei due che detiene il coltello dalla parte del manico e, a quanto pare, l’Ucraina si trova dalla parte della punta.
Quello che vuole l’ex presidente ucraino, decaduto diverso tempo fa ma ancora in carica per cosiddetti “motivi bellici”, è una pace da vincitore oppure la continuazione della guerra.
Trump ha messo le carte in tavola dicendo chiaramente all’ucraino che la guerra è persa, che la Russia ha conquistato molti dei suoi territori, che il suo esercito è ormai agli sgoccioli, sia per uomini che per armamenti e che se l’Ucraina ha potuto portare avanti la sua guerra è stato grazie alla coglionaggine di Biden ed Obama, due guerrafondati senza scrupoli che hanno dato a Zelensky 350 miliardi di dollari.
Zelensky ha tentato di far valere le proprie ragioni ma davanti alla necessità di essere finanziato ed armato dagli USA ha avuto ben poche change.
L’ucraino, sostanzialmente, come si diceva prima, vorrebbe dettare i termini di pace da vincitore, cosa che non gli verrebbe consentito nè da Trump nè da Putin ed in mancanza di tale possibilità pare che l’acerrimo nemico di Putin intenda continuare le ostilità.
Un progetto suicida che Trump e Vance hanno capito da subito e che hanno criticato duramente facendo presente a Zelensky quanto gli è costata quella guerra in termini di morti militari e civili.
Ma l’ucraino è parso interessato, più che alla morte dei suoi connazionali, a ciò che avrebbe detto la popolazione ucraina all’idea di una pace con la Russia, facendo chiaramente intedere che il popolo ucraino, almeno a detta di Zelensky, non vuole la pace.
In tutto questo c’è una Europa messa ai margini delle trattative che cerca disperatamente di salvare il proprio prestigio, e lo fa nel modo peggiore, ovvero ponendosi dalla parte dell’ucraino, quindi schierandosi apertamente contro USA e Russia.
Una posizione folle che solo dei servi sciocchi al servizio delle industrie belliche e degli sciacalli economici internazionali potevano prendere.
L’Italia, almeno fino ad oggi, è seduta anch’essa su quella follia, con una sinistra che spinge a sostenere una nazione che aveva già perso il giorno stesso in cui è iniziata ufficialmente la guerra.
Ma ora la sinistra italico-europea non si vuole limitare al sostegno economico e bellico ma vuole di più, parla di presenza dei soldati italiani ai confini tra Ucraina e Russia, condizione che potrebbe innescare un conflitto russo-europeo da cui l’America si è già defilata con due mosse tattiche rilevanti: la prima con l’apertura verso la Russia al dialogo per la pace e la seconda con la presa di distanza dall’Europa nella sua corsa alle armi ed alle sue grida di guerra.
E mentre l’Europa, con la perdina del suo padrone americano, annaspa in pericolosi tentativi di legittimazione, gli stati che compongono la UE si stanno incontrando, scambiano le loro follie da guerrieri di cartone e si danno pacche sulle spalle e strette di mano promettendosi aiuti reciproci in caso di conflitto.
Si fanno forti dell’armamento nucleare francese, come se fosse un bene comune e come se questo possa competere con la potenza nucleare russa.
Si sentono forti per la presenza guerriera della Germania e dell’Inghilterra, come se le due nazioni fossero disposte a sacrificarsi ad immolarsi all’altare della famigerata democrazia che è esistita solo come parola ma mai nei fatti.
In tutto questo l’Italia farebbe bene a ricordare come certi stati, tipo Francia e Germania in primis e parlamento europeo in successione, ci riempirono di pacche sulle spalle, di strette di mano e di promesse di aiuti nella lotta all’inmmigrazione clandestina, lasciandoci poi soli a combattere una battaglia impari di fronte alle orde migratorie sbarcate sulle nostre coste.
Con le stesse prerogative non è da escludere che, dopo aver fatto la voce grossa contro la Russia, al primo accenno di attacco ogni singola nazione cercherà di defilarsi proponendo propri accordi con i russi per togliersi dai guai e lasciando gli ultimi col cerino in mano.
E visto che nel nostro governo non pare vi siano eccellenze politiche e diplomatiche, forse sarebbe il caso di evitare ogni schieramento bellico e rimanere neutrali di fronte a qualsiasi situazione di conflitto, tanto con la Russia quanto con l’Ucraina perchè con certi alleati è bene fidarsi ma è meglio non farlo.